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| PROGETTO PER UNA UNITÁ SPECIALE DI CURA PER OSPITI AFFETTI DA PATOLOGIA DEMENZIALE DI TIPO DEGENERATIVO E/O VASCOLARE TIPO ALZHEIMER (USCA). |
Regione: Lazio Via Cesare Battisti, 7 00058 Santa Marinella (RM) Tel 0766-537192 |
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Il 16 dicembre 2004 presso la sala convegni Sala Savoia dello Sheraton in Roma , si é svolta la cerimonia di premiazione delle strutture sanitarie partecipanti al Premio Regionale all'Eccellenza in Sanitá, edizione 2004. Tra le strutture sanitarie partecipanti é stata premiata la Residenza Sanitaria Assistenziale, Istituto Santo Volto sito in Santa Marinella via Cesare Battisti n.7, per il progetto realizzato di una "Unitá Speciale di Cura per ospiti affetti da patologia demenziale di tipo degenerativo e/o vascolare tipo Alzheimer(USCA)".
La motivazione per l'assegnazione Premio Regionale all'Eccellenza in Sanitá alla RSA Santo Volto é: - per il progetto "Unitá Speciale di Cura per ospiti affetti da patologia demenziale di tipo degenerativo e/o vascolare tipo Alzheimer; - per aver realizzato un'esperienza pregevole in un'area di elevato interesse sociale, dimostrandosi capace di fornire un tipo di assistenza qualificata e dedita all'umanizzazione delle cure; Visti i risultati evidenziati in termini di riorganizzazione strutturale e di assistenza, e l'alto impegno dimostrato da tutto il personale afferente ala struttura, si segnala il Centro quale struttura esemplare per il trattamento di pazienti affetti da patologia demenzialeIl Premio Regionale istituito dall'Agenzia di Sanitá Pubblica della Regione Lazio nel 2002, costituisce un riconoscimento interamente dedicato al settore sanitario.
La struttura su cui poggia ha fondamenta illustri come Malcolm Baldrige Award, l'EFQM, l'Ernest A. Codman Award, il Golden Helix Award, il Premio Qualitá in Italia, il Premio Calidad en Salud Colombia. Il Premio segue nella sua promozione e diffusione le direttive riguardanti la qualitá del Piano Sanitario Regionale.
A seguire una descrizione della realizzazione del progetto.
ABSTRACT DEL PROGETTO Azienda: Residenza Sanitaria Assistenziale a tipologia anziani Istituto Santo Volto Via Cesare Battisti, 7 Santa Marinella, Roma.
Gruppo di progettazione: Direzione organizzativa:Medico Responsabile Dottore Roberto Angeletti Medico Responsabile Collaboratore: Dottore Maurizio Di Matteo Dirigente dell’Assistenza Infermieristica: Lorella Fanisio Psicologa Consulente: Dott.ssa Francesca Parisi Terapisti della riabilitazione: Marco Bonifacio, Paolo Di Marco Educatrice professionale: Carla Paravani Terapista occupazionale: Daniela Di Stefano Infermieri della USCA
Referente del Progetto: Dr. Roberto Angeletti, Medico Responsabile Direttore Organizzativo
Obbiettivi: Realizzare nell’ambito della RSA, una Unità Speciale di cura per soggetti affetti da patologia demenziale tipo Alzheimer di grado medio - grave, capace di fornire un tipo di assistenza più qualificata e specifica rispetto allo standard assistenziale tradizionale delle strutture residenziali. Contestualmente individuare spazi operativi interni ed esterni con funzione evocativa – protesica per i bisogni di questa fascia di assistiti.
Metodi: - Individuare gli spazi interni. - Individuare gli spazi esterni in continuità con i precedenti. - Apportare modifiche di arredamento e genericamente di conforto alberghiero consono alla tipologia. - Individuare(letteratura medica) metodiche di intervento specifiche. - Individuare un numero di 20 soggetti (Unità Modulo) con grado medio – grave di deterioramento mentale.
Risultati: - Beneficio per l’ospite demente. - Apprezzamento e gradimento da parte dell’ospite . - Soddisfazione degli operatori. - Soddisfazione dei familiari. - Valutazione dei risultati emergente dalle relazioni mensili delle attività
Conclusioni: Il gruppo di progettazione e il referente del progetto dopo l’analisi dei risultati concordamente concludono per un giudizio positive sulla iniziativa oltre le prevedibili attese. Elevato gradimento delle ospiti coinvolte. Alto apprezzamento da parte dei familiari (verbale del comitato di partecipazione).
Anno di partecipazione: Premio Regionale all’Eccellenza in Sanità – III Edizione 2004.
Contatto: Dottore Roberto Angeletti Medico Responsabile e Direttore organizzativo Tel. 0766/858687 – cellulare :339.3518022 Istituto Santo Volto RSA tel. 0766/537192

BREVE DESCRIZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA L'Istituto Santo Volto è una struttura sanitaria polivalente che comprende una Casa di Cura di Lungodegenza Medica post acuzie (per completamento di cure ed interventi riabilitativi per pazienti che non necessitano di ricovero e/o permenenza in ospedale per acuti) ed una Residenza Sanitaria Assistenziale a tipologia anziani. La struttura è situata in Santa Marinella (RM) in via Cesare Battisti n.7 ed è regolarmente accreditata al Servizio Sanitario Nazionale, specificamente alla Az. U.S.L. RM F competente per territorio.
STORIA DELL' AZIENDA L'Istituto nasce, il 18/07/1956, grazie all'impegno ed all'opera di carità di Padre Ildebrando Gregori, fondatore della Congregazione Benedettina delle Suore Riparatrici del Santo Volto di Nostro Signore Gesù Cristo. All'inizio la struttura apre le porte alla assistenza di minori di ambo i sessi appartenenti a categorie bisognose. Nel 1956 , a seguito di una epidemia influenzale (Epidemia influenzale asiatica), la struttura cominciò ad accogliere persone indigenti che abbisognavano di cure mediche e che non potevano essere assistite a domicilio dai famigliari. Terminata l'emergenza, la maggior parte dei nuovi ricoverati per influenza veniva dimessa, eccetto i casi che per problemi di indigenza e per mancanza di una famiglia che potesse accoglierli , non avevano dove poter andare . Nello stesso periodo la struttura si era anche aperta alla accoglienza di minori disabili in scadute condizioni fisiche e "predisposti a contrarre un infezione tubercolare". Da tale periodo la struttura cominciò ad orientare il proprio settore di assistenza prevalente verso l'anziano affetto da patologia cronica, bisognoso, indigente e/o con problematiche sociali che imponevano la necessità di istituzionalizzazione. Il Padre fondatore era stato consigliato in tal senso dalla Direzione degli Ospedali riuniti di Roma, in attesa di perfezionare un rapporto di convenzione che permettesse l'accoglienza di lungodegenti cronici, di sesso femminile, che venivano dimessi dagli Ospedali riuniti. Il 03/12/1971 il Ministero della Sanità autorizzava il Medico provinciale di Roma a rilasciare l'accreditamento della struttura come Casa di Cura per anziani lungodegenti cronici per un totale di 117 p.l. . Il 13/11/1973 inizia la convenzione tra L'Ente Ospedaliero Regionale Pio Istituto Santo Spirito e l'Istituto Santo Volto, per accogliere infermi lungodegenti protratti di sesso femminile, ricoverati in ospedale ed in attesa di trasferimento presso strutture convenzionate di lungodegenza. Tale necessità, in quel periodo, divenne particolarmente urgente per l'elevata richiesta di ricoveri ospedalieri in concomitanza con la rigida stagione invernale e conseguente aumento della morbilità per patologie da raffredamento. Su domanda del Legale Rappresentante, il 23/12/1978, il Medico provinciale di Roma autorizza ad ampliare la capacità recettiva della struttura ad un massimo di 200 p.l. . In situazioni di emergenza analoghe a quanto sopra riportato, la struttura ha offerto assistenza ad infermi fino ad un massimo di 250 presenze. In data 06/11/1980, la U.S.L. RM 21 delibera la presa d'atto della convenzione tra il Pio Istituto Santo Spirito e l'Istituto Santo Volto del 13/11/1973 che viene approvata dalla Regione Lazio con delibera n. 97. Alla fine dell'anno 1989, per adeguare la Casa di Cura ai requisiti strutturali relativi al rapporto metratura/posto letto, è stata convenzionata per 150 p.l. con le stesse finalità assistenziali. Nell'anno 1997, a seguito ed in aderenza alla L.R. n. 55 del 20 Settembre 1993, il Rappresentante legale della Congregazione inoltrò domanda per la riconversione della struttura in R.S.A. e di conseguenza, in data 28/02/1998, venne stipulato un accordo con l'Assessorato alla Sanità della Regione Lazio sancito, con atto deliberativo n. 1024 / 98, che accorda la riconversione a 150 p.l. totali, di cui 80 di R.S.A. e 70 di Lungodegenza medica. Da questo momento si verifica gradatamente una suddivisione della struttura secondo l'accordo, di pari passo con la ristrutturazione, che viene completata soltanto nell'estate del 2000, per impossibile collocamento della popolazione eccedente nel settore residenziale (120 versus 80 accreditati), presso altre strutture analoghe.

PROGETTO DI ECCELLENZA PRESCELTO E’ stato individuato, come progetto di eccellenza dello sviluppo integrato della qualità nella assistenza, l’iniziativa relativa alla realizzazione di una Unità Speciale di Cura per ospiti affetti da patologia demenziale di tipo degenerativo e/o vascolare tipo Alzheimer, per essere tale progetto ultimato e per aver raggiunto risultati di eccellenza nello sviluppo della qualità ed infine per la valutazione di qualità percepita nella soddisfazione degli operatori, degli utenti e delle loro famiglie.
1.BREVE DESCRIZIONE DELLA STRUTTURA COINVOLTA NELL’INIZIATIVA Nell’iniziativa sono stati coinvolti tutti gli operatori all’assistenza del modulo U.S.C.A., sotto la guida della DAI e lo Staff riabilitativo al completo coordinato nelle fasi di attuazione dalla D.O. Per completezza si elencano di seguito le figure professionali impegnate nella realizzazione:
Direttore Organizzativo. Psicologo. Terapisti della Riabilitazione n. 2 Educatore Professionale Terapista Occupazionale. Dirigente Assistenza Infermieristica. Infermieri Professionali della Unità di Cura Operatore di Giardinaggio Operatore di Cucina
2.RAZIONALE / PROBLEMA. In molti paesi europei e negli USA, nell’ambito delle Residenze assistenziali a tipologia anziani o nelle Nursing Homes, si va affacciando la tendenza a creare delle unità speciali di cura per pazienti affetti da patologia demenziale, con il fine di offrire un’assistenza più qualificata e specifica, rispetto a quella che il modello assistenziale tradizionale , anche se personalizzato, riserva attualmente all’ospite anziano . Nelle R.S.A. italiane di recente istituzione il problema di un approccio assistenziale e di cura diversificato rispetto all'intervento assistenziale abituale, comincia a proporsi ed impone come indispensabile una svolta concettuale e pratica più aderente ai particolari bisogni di questa fascia di popolazione. Ove esistono la volontà, l'entusiasmo, i presupposti strutturali (spazi interni ed esterni) ed i mezzi strumentali, la fattibilità di una U.S.C.A. deve essere presa in seria considerazione e possibilmente realizzata a beneficio di questo particolare tipo di ospiti . Attualmente i dementi nelle strutture residenziali sono inseriti in un sistema dedicato ancora, in maniera prevalente, alla “custodia”, come retaggio del sistema assistenziale precedente delle vecchie strutture di lungodegenza e/o ricovero per anziani. Per non generare, in tale tipo di pazienti, reazioni di agitazione, confusione, sofferenza, depressione, con conseguente ricorso, prima o poi obbligato, alla deprecata contenzione fisica e/o farmacologica, occorre un approccio arricchito di caratteristiche di comprensione, legittimazione, gentilezza, empatia del tutto particolari. Occorre pertanto indagare nel profondo i problemi personali che generano anomalie del comportamento ed evitare di aggravarli con un approccio errato o soltanto troppo ardito per il grado involutivo cerebrale con cui dobbiamo relazionare . Solo individuando, con un paziente lavoro di indagine anamnestica e con pazienti tentativi di relazione, le priorità di cui abbisogna il demente, avremo in mano gli elementi per non aggravare, ma piuttosto per modulare favorevolmente il lento inevitabile involvere mentale.
3.OBBIETTIVI / VALUTAZIONE Quando si affronta tale tipo di approccio, pertanto, gli obbiettivi di primaria importanza che emergono, possono essere riassunti come segue : - sostegno e comfort ambientale aderente il più possibile al concetto di “home like“; - possibilità di spostamenti ampi in sicurezza e senza coercizioni immotivate; - scrupoloso rispetto della privacy e della dignità individuale; - eliminazione della errata afferenza sensoriale conseguenza di un setting spento, sepolcrale, pervaso da cattivi odori, privo di stimoli o al contrario troppo irritante; - necessario arricchimento di spunti emotivi per l’udito (soothing music), per l’olfatto, per la vista, per il gusto e tatto (area di giardino e luoghi di ritrovo interni), capaci di indurre un aumento della attenzione, un miglioramento della memoria e della capacità di riconoscere i luoghi ed orientarsi nell’ambiente circostante; - approccio di relazione specifico e personalizzato basato sul backround individuale sul quale è utile effettuare un profondo lavoro di indagine; - interventi riabilitativi fisici e cognitivi specifici (per caratteristiche di efficacia, efficienza, validazione, legittimazione, gentilezza e partecipazione empatica). Se la particolare complessità del malato di Alzheimer e / o demente tipo A., richiede necessariamente, tra gli obbiettivi prioritari, che ogni aspetto della sua vita e di tutto ciò che lo circonda venga attentamente considerato, al fine di potergli fornire risposte adeguate ed efficaci, nello stesso tempo il miglioramento dello stato di cognitività, del comportamento e dell’umore dell’ospite individuano la misura più esatta di valutazione di efficacia degli interventi, tanto da indurci a continuare nella strategia che ci siamo programmati o piuttosto a modificarla.

4.PERCORSO OPERATIVO (AZIONI ATTORI TEMPI) Alla luce della esperienza positiva acquisita ed in considerazione dei piani assistenziali di nursing e di riabilitazione fisico - cognitiva, già portati avanti presso la nostra R.S.A., ed estesi a tutte le nostre ospiti ed in aderenza ad analoghe realizzazioni di unità speciali di cura presso altre strutture , come riportato in letteratura, abbiamo effettuato prioritariamente una ricognizione valutativa sulle disponibilità strutturali, sulle risorse reali ed acquisibili e quindi sulla fattibilità organizzativa e funzionale di una Unità Speciale di Cura per ospiti affetti da demenza tipo Alzheimer.
Di seguito vengono elencate le conclusioni scaturite da tale indagine:
- Disponibilità strutturali Nell'ambito della R.S.A. Istituto Santo Volto in Santa Marinella RM, accreditata attualmente per 80 ospiti di sesso femminile, abbiamo individuato un'area ottimale per la costituzione di una U.S.C.A.. La realizzazione infatti è stata facilitata dalla recente ristrutturazione modulare di una parte dell’immobile, che ci permetteva di utilizzare allo scopo una delle due unità modulari di 20 p.l., situata al primo piano rialzato, in diretta continuità con gli spazi esterni del giardino. Altrettanto facile è risultata la individuazione della fascia di popolazione di ospiti residenti, affetti da S.D.A.T., che supera, di gran lunga, il numero di venti unità. Dal gruppo di tali ospiti abbiamo selezionato i venti casi moderato - severi ritenendoli più suscettibili di beneficiare e che pertanto presentavano caratteristiche per entrare a far parte del modulo-modello di terapia speciale.
- Disponibilità organizzativa e funzionale I programmi di intervento, pur rispettando la necessaria flessibilità, dovevano prevedere il ricorso a consolidati schemi di terapia riabilitativa fisica, cognitiva, comportamentale (di seguito indicati), necessariamente personalizzati anche se logisticamente inseriti in attività di gruppo (come sempre abbiamo fatto per tutte le ospiti).
Tali programmi erano da sempre stati oggetto di attenzione da parte dello Staff riabilitativo e quindi occorreva solo renderli più adeguati e specifici per il tipo di popolazione prescelta.
Ogni sei mesi (data la lentezza, patologia - dipendente, di eventuali risultati) si è provveduto ad effettuare un obbiettivo bilancio dei successi, ad individuare i non responders e, ove si riteneva necessario, ad impostare programmi di intervento alternativi e/o più mirati ed incisivi.
Per una più precisa descrizione, il percorso operativo si è sviluppato attraverso le seguenti concrete realizzazioni:
Area residenziale prescelta Come sopra indicato, dal punto di vista residenziale, la U.S.C.A. poteva, a nostro giudizio, trovare ideale collocazione nell’area abitativa del modulo, al piano rialzato della porzione immobiliare di recente ristrutturazione, dotato di cinque camere di degenza, con tre o quattro posti letto ciascuna, per un totale di 20 p.l., con adeguati servizi igienici e con metratura/ospite rispondente ai criteri di legge, come confermato, peraltro, dal recente accreditamento della R.S.A.
Le caratteristiche ambientali sono ottimizzate da:
Idonea pavimentazione (antiscivolamento, antiriflesso) Eliminazione di gradini od ostacoli o zone di impatto Abbondanza di punti di riferimento ed orientamento (adeguati, cromatici) Riduzione di stimoli ambientali non adeguati ed irritanti Possibilità di spazi per attività fisica regolare Impianto per diffusione per soothing music Veranda - giardino-soggiorno d’inverno con angolo serra ed angolo cucina Colori delle pareti tenui non aggressivi Spazi comunitari ben delimitati e facilmente raggiungibili Vie di fuga non evidenziate e se possibile mimetizzate Intensità adeguata di soleggiamento ed illuminazione artificiale Controllo a vista del wandering interno ed esterno Giardino appositamente strutturato (secondo criteri forniti dalla letteratura in argomento) per malati di demenza Alzheimer. Il tutto sotto il controllo di uno Staff assistenziale adeguato ed addestrato (con corsi di addestramento ed aggiornamento) per una attenta sorveglianza e valutazione circa la comparsa di disturbi comportamentali non usuali.
In tale area si rendeva facile la fruizione, a vantaggio di tali ospiti, di una vasta area di giardino, allo stesso livello, in continuità con gli spazi interni, opportunamente protetta e strutturata, con abolizione delle barriere architettoniche di comunicazione. L’area è dotata di aree di stimolazione, concentrazione e sosta e di un percorso di passeggio sufficientemente ampio. Il percorso è articolato, attrezzato ed obbligato, privo di ostacoli, con variabile grado di difficoltà, relativamente sia per la lunghezza, sia per l’orientamento nello spazio sia per l’impegno fisico (vedi foto del giardino).
Nella progettazione del giardino, si sono rispettati i requisiti e le dotazioni adeguate al fine proposto, in particolare si è prestata attenzione a :
Creare un ‘atmosfera privata, domestica, non di giardino pubblico Creare aree verdi senza dislivelli Contenere il dimensionamento per controllo visivo diretto dell’area Creare un recinto non coercitivo Assicurare un percorso pavimentato a circuito, intervallato da aree di sosta con diversa finalità, ed in sicurezza per la presenza di un corrimano per tutta la lunghezza. Selezionare piante ed essenze non pericolose ed atossiche. Preferire arbusti piccoli a ciclo stagionale con infiorescenze ricche e con colori vari ed appariscenti che possano stimolare reminiscenze. Garantire al minimo spazi evocativi visivo – cromatici (fiori di varia colorazione e tonalità), olfattivo - gustativi (piante officinali profumate e produttive di frutti da degustare), uditivo - musicali per suoni e rumori dell’ambiente naturale (acqua che scorre, canti di uccelli in voliera o gabbia, fruscio del vento tra le fronde ecc.) e soothing music diffusa. Creare aree di riposo, concentrazione, lettura, ristorazione e spazi per attività occupazionali semplici autonome e/o assistite. Attrezzare cassoni ad altezza di utilizzo per orticoltura (terapeutica). Dotare di arredi di giardino funzionali, semplici, ergonomici appositamente studiati per facilitare il rialzarsi dalla posizione seduta. Guidare alla fruizione spontanea, autonoma, ma controllata con una sorveglianza visiva.
Una struttura esterna di tale tipo permette una fruizione benefica anche per la restante popolazione residenziale ed evita la pericolosa ghettizzazione dei pazienti affetti da patologia demenziale. Il giardino costituiva ovviamente una irrinunciabile appendice esterna della U.S.C.A. ed uno spazio operativo essenziale ed importantissimo, per multiformi tipi di applicazione possibili da parte degli operatori alla riabilitazione. Il soggetto con deterioramento mentale del grado prescelto abbisognava di stimolazioni sensoriali evocative che in tale spazio venivano prodotte, inoltre, presentando spesso un incontrollabile wandering afinalistico, trovavano questo anomalo impulso soddisfatto ed in piena sicurezza in un percorso anulare di passeggio guidato da un corrimano di appoggio. L'utilizzo di semplici ausili figurativi, è stato prescelto per facilitare l’orientamento in tutta l’area.
Criteri di scelta per i soggetti che entrano a far parte del modulo Per la migliore organizzazione dei piani di intervento riabilitativo, il progetto prevede di individuare una popolazione abbastanza uniforme mediante l'uso di tests psicometrici e scale di valutazione convalidate da precedente esperienza e pertanto indispensabili per accertare la appartenenza alla tipologia clinica oggetto di intervento (demenze e sindromi correlate di grado moderato - severo). Come già riportato nel livello macro, una adottata scheda di valutazione multidimensionale informatizzata, completa di dati socio familiari, clinici, geriatrici e di una batteria di tests psicometrici, di umore, di autosufficienza, di equilibrio e deambulazione, di autonomia e di comportamento, esisteva già per tutta la popolazione residenziale ed era periodicamente aggiornata dall'inizio della attività. Ad essa si poteva utilmente fare ricorso per le finalità di cui sopra. Detta scheda di valutazione multidimensionale informatizzata è stata elaborata dagli operatori sanitari della struttura residenziale con la collaborazione della Società 4 SYS S.r.l. di Civitavecchia e si avvale ormai di un buon periodo di validazione positiva (dal gennaio 1998 – documentazione e versione dimostrativa disponibile a richiesta). Ciò ha costituito un sicuro vantaggio, passando dalla fase progettuale a quella operativa, in quanto ha obbiettivato e snellito il compito di selezione delle ospiti che entravano a far parte dell’U.S.C.A.
Specificamente, per la individuazione della tipologia clinica, cui fa riferimento il progetto, si utilizzano e si prevede di utilizzare anche in futuro i seguenti indicatori:
- per lo stato cognitivo, ricorso alla M.M.S.E. - per lo stato di gravità della demenza, ricorso alla C.D.R.S. - per lo stato funzionale e di autonomia, ricorso alla A.D.L. ed alla I.A.D.L. - per lo stato relativo ai disturbi comportamentali, ricorso alla C.M.A.I.
Nursing speciale per la tipologia clinica prescelta Un procedimento strutturato di nursing infermieristico (S.I.O.R.), adeguato ad ospiti dementi, è già concordato e portato avanti dal personale addetto all’assistenza sin dall’inizio (Allegato n. 5 pag. 55), ed ha pienamente soddisfatto l'adeguamento per tale tipologia di ospiti (la elevata percentuale di ospiti appartenenti all’area delle S.D.A.T. è stata sempre elevata e pertanto ha richiesto da sempre un tipo di nursing particolare che avevamo pertanto già avuto la necessità di promuovere e sperimentare)
Piani di intervento riabilitativo A)Riabilitazione fisica - Trattamento riabilitativo motorio preventivo. - Trattamento riabilitativo motorio generico. - Trattamento riabilitativo motorio specifico, adeguato al tipo di disabilità, con ricorso a tecniche di chinesiterapia che possano assicurare il mantenimento e, ove possibile, il recupero della autonomia, non solo deambulatoria. Le necessarie variazioni personalizzate vengono sin d’ora, di volta in volta, discusse nelle riunioni dello staff. La programmazione ed i controlli sui risultati utilizzano gli stessi schemi operativi già adottati in tutta la popolazione residenziale (allegato n. 4 pag. 51).
B)Riabilitazione cognitiva Ovviamente l’applicazione dei singoli interventi viene decisa dallo Staff riabilitativo e segue una gradualità di impegno per l’ospite, rapportata al grado di tolleranza ed anche di risposta. Con una preventiva valutazione ottenuta con la somministrazione di MMSE, ADL, IADL e GDS, CDRS, CMAI (tutti i dati sono raccolti ed archiviati e periodicamente rivisitati ed aggiornati), è stato raggiunto l’obbiettivo di selezionare ed assegnare le ospiti, ma anche di giustificare l’inserimento nei vari programmi di intervento prescelti, in quanto congeniali al grado di compromissione cognitiva individuata. Questo ha permesso in tempi medi, già dopo circa un quadrimestre e significativamente entro un anno, di raggiungere risultati insperati nel gradimento e nella partecipazione spontanea e richiesta alle attività di gruppo così importanti nel promuovere la socializzazione ed anche nel recuperare l’orientamento temporale e spaziale. Quest’ultimo traguardo è stato facilitato per essere le suddette attività scandite cronologicamente durante la giornata e programmate in giorni specifici della settimana con l’aggiunta di trasferimenti dalle camere ai diversi spazi comuni di attività. Tutto questo ha comportato benefiche ripercussioni sull’umore e sulle anomalie comportamentali disturbanti delle ospiti.
Qualora si voglia porre pensiero al prevalere, del concetto di custodia , nella assistenza ai lungodegenti cronici ricoverati nelle varie strutture , prima della istituzione delle RSA, sono e saranno certamente valutati, come risultati di eccellenza, la possibilità di riuscire ad ottenere il distacco dal bozzolo di incistamento della camera da letto e la desiderata partecipazione alle attività nonché, in molti casi, la manifestata e motivata preferenza per alcune e non per altre.
Il livello degli obbiettivi proposti (ed il raggiungimento della maggior parte di essi ) ha fatto scegliere la struttura residenziale Istituto Santo Volto come ambiente, di assistenza all’anziano, qualificato per effettuare il tirocinio pratico da parte degli iscritti al Corso Universitario di laurea per Infermieri professionali e al Corso Universitario di laurea per Assistenti psichiatrici, con un riscontro valutativo esterno della qualità assistenziale offerta .
Circa le metodiche di intervento per la riabilitazione cognitiva , l'esperienza acquisita con i programmi riabilitativi già adottati ed in uso in tutta la popolazione residenziale, ha permesso di continuare con le precedenti strategie sotto riportate che hanno richiesto solo specifici adeguamenti . - Terapia di orientamento alla realtà ( R.O.T. ) che si prefigge, mediante la somministrazione di stimoli evocativi personali del proprio vissuto, ma anche estranei alla storia individuale e quindi relativi all’ambiente, al tempo, al contesto storico e sociale, di ottenere un riorientamento della persona alla realtà ( da effettuarsi ogni giorno con intensità modulata alla tolleranza e/o resistenza) . - Terapia di reminiscenza ( R.T. ) usufruendo e delle memorie positive , piacevoli ed anche delle memorie negative, spiacevoli, comunque sempre in aderenza ai principi etici del benessere dell’ospite, con lo scopo di una potenziale riattivazione di un modulo esistenziale soddisfacente, benefico ed utile per poter ristabilire un protagonismo andato perduto con l'involvere cerebrale senile e/o demenziale. - Terapia combinata di orientamento, reminiscenza. - Terapia della memoria procedurale e/o dichiarativa con training di memoria e tecniche particolari. Per la prima facendo leva sulla riattivazione di procedure acquisite nell'arco della vita (attività manuali di vario tipo), per la seconda facendo leva sulla memoria residua, aiutando l'ospite a far emergere episodi significativi dimenticati che potevano raffrontarsi con la realtà attuale e potevano costituire stimolo alle capacità di valutazione, giudizio e critica. - Terapia occupazionale adeguata ai deficit personali per migliorare il grado di autosufficienza dell’ospite nelle attività utili al vivere quotidiano e nei lavori domestici semplici. - Musicoterapia applicata come metodo passivo tipo sooting music o come stimolo evocativo di memorie musicali e canore facenti parte del vissuto personale, ma anche al fine di privilegiare un altro canale di comunicazione quando quello verbale risultasse compromesso al punto da rendere impraticabile l’esercizio e la rieducazione. Quando possibile applicata anche come stimolo attivo alla produzione di suoni con strumenti elementari isolati od accompagnati (una o due sedute a settimana). - Arteterapia intesa come terapia di attività manuale di vario tipo artigianale e/o artistico , al fine di dare libera espressività alla creatività ed alla sensibilità individuali, ovviamente coinvolgendo ed educando le capacità residue (tre incontri alla settimana o, a richiesta percepita anche se non dichiarata , anche più spesso). - Terapia di validazione (VT secondo i concetti di N. Feil) - Gentle care (secondo M. Jones).
Riabilitazione comportamentale La riabilitazione comportamentale scaturisce dal benefico effetto sull’umore e sul comportamento dell'individuo a seguito della ricostruzione di un modulo esistenziale perduto, con l'applicazione paziente e continua degli interventi.
Particolare impegno a tale scopo viene profuso nelle: - Terapia di relazione ed integrazione sociale, promuovendo i rapporti con i familiari ed altre ospiti. - Terapia contestuale affettiva nell'approccio assistenziale (gentle care), nelle relazioni sociali e nella fruizione di un contesto ambientale protesico.

5.RISULTATI IMMEDIATI ED A DISTANZA I risultati sono scaturiti, in tempi medio brevi, man mano che si procedeva alla realizzazione del progetto. I vari momenti attuativi sono stati sempre apportatori di risultati sorpresa soprattutto per il gradimento da parte dell'ospite per qualsiasi iniziativa e la volontà partecipativa percepita. Le attività di gruppo avevano maggiore successo e proficua attenzione per cui le metodiche più utilizzate si sono gradatamente selezionate:
- nel realizzare la comunicazione delle notizie del giorno; - nel far fruire lo spettacolo televisivo o cinematografico o documentaristico con la guida di un operatore che coinvolga l'attenzione e stimoli il giudizio critico; - nell'ascolto di musiche o canzoni evocative di ricordi del vissuto personale; - nella comunicazione di argomenti stimolanti una dialogica di scambio; - nelle attività manuali creative, vivacizzate dalla conversazione promossa dall'operatore; - negli esercizi di palestra associati a stimolo di emulazione; - nel training di memoria; - nelle passeggiate in giardino guidate nelle aree di evocazione per colori, profumi, rumori; - nella messa in sicurezza del wandering con corrimano guida lungo un percorso ricco di stimoli.
Il riscontro statistico - numerico è difficile da far emergere per la inattesa variabilità di cambiamenti cognitivi, di attenzione, di umore, di comportamento, di relazione che si vivevano e si vivono " in diretta ", ogni giorno, ad ogni nuova iniziativa. Fanno fede in tal senso i riepiloghi mensili di attività ed i cambiamenti emergenti dalla somministrazione ed aggiornamento dei tests di valutazione prescelti dallo Staff riabilitativo.
6. MODALITA’ DI DIFFUSIONE DEI RISULTATI In un settore nuovo e difficile, variabilissimo e sorprendente nei risultati, abbiamo fino ad ora, con ampia gratificazione, solo raccolto e preso atto dei successi. Solo negli ultimi tempi abbiamo preso in considerazione la necessità di identificare un metodo per quantificare i risultati per poterne dare comunicazione e/o diffusione.
7. RISORSE IMPIEGATE, BENEFICI OTTENUTI (STIMA DI FATTIBILITA’) Una stima di fattibilità è stata possibile solo dopo aver individuato l'area che rispondesse ai requisiti di accoglienza sopra indicati e dopo aver fatto una ricognizione delle metodiche di intervento che ci proponevamo di realizzare, delle necessità di spazi, di arredi e di strumenti necessari per ciascuna di esse. Le risorse impiegate, sino a questo momento erano state soltanto quelle umane dei componenti lo Staff operativo, che concordemente avevano approvato il progetto. E' subito emersa imperativa la necessità di disporre di risorse finanziarie concrete a supporto del nostro entusiasmo.
Abbiamo pertanto valutato l'impegno economico e siamo riusciti a coinvolgere, per la parte finanziaria, una Fondazione bancaria (Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia) che ci ha permesso pertanto di procedere nella concreta realizzazione del progetto. Ci è stato possibile, con questo contributo finalizzato, acquisire una dotazione strumentale indispensabile per la strategia di interventi che ci eravamo prefissati. Da questo momento potevamo far conto su l'allestimento di una saletta multimediale con maxischermo, episcopio, diaproiettore, lavagna luminosa, videocamera digitale, stereo, arredi per angolo cucina con utensili ed elettrodomestici di uso abituale. Lo stesso contributo ci permetteva l'allestimento degli arredi di giardino e del corrimano di sicurezza per un itinerario di passeggio e di vagabondaggio a circuito chiuso, come avevamo progettato, per condizionare il wandering di questi pazienti ed inoltre realizzare uno spazio facilmente accessibile e fruibile per ortocoltura (due spaziosi cassoni in legno) ed una chiusura di uno spazio veranda per una serra ed altre attività e occupazionali.
Da questo stesso momento il percorso operativo riferito alle progettazioni, azioni, ruoli e tempi è ricaduto in maniera completa sulle nostre spalle, protette da tanto entusiasmo e dai primi successi gratificanti e supportate dall'incoraggiamento a perseverare che scaturiva vicendevolmente negli incontri periodici di tutto lo Staff operativo.
Possiamo affermare che, oltre all'arricchimento culturale sull'argomento, non abbiamo ritenuto necessario di fare ricorso a consulenze professionali specifiche, per quanto riguarda gli allestimenti soprattutto esterni, essendo quelli interni obbligati e condizionati dalla recente ristrutturazione.
8.COMPOSIZIONE DEL GRUPPO COINVOLTO NELLA PROGETTAZIONE DELL’INIZIATIVA. La progettazione ha richiesto prioritariamente una indispensabile acquisizione culturale nell’argomento a vari livelli di professionalità. Quindi con ripetuti incontri tra la D.O., il consulente Psicologo, lo Staff Riabilitativo al completo e la D.A.I. abbiamo gradatamente messo a punto, in fase di progettazione le possibilità di soluzione relative ai vari problemi organizzativi, strutturali, di adeguamento ambientale interno ed esterno, di arredamento soprattutto esterno, di architettura di giardino nelle varie aree con finalità evocative, di individuazione di una limitata area per orticoltura, in aderenza a quanto avevamo previsto nella elaborazione del percorso operativo del progetto.
Insistiamo nell'affermare, senza tema di smentita, che ogni problema è stato affrontato mettendo a confronto le opinioni delle varie professionalità ed alla luce di quanto si poteva evincere dalla letteratura in argomento, risultandone di conseguenza un progetto “fatto in casa“ senza interventi di esperti o consulenze di professionisti esterni.
LIVELLO DI COINVOLGIMENTO a) Aziendale Il livello è risultato limitatamente, ma sufficientemente di tipo aziendale, usufruendo, in fase operativa, del contributo delle professionalità, sopra elencate, che con entusiasmo hanno fornito il consenso ad attuare il progetto in questione ed a collaborare pienamente ognuno per le specifiche competenze.
b) Extraziendale Si può ritenere coinvolgimento extra aziendale quello spontaneo di taluni parenti delle ospiti.
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